Voglio fare un po’ di chiarezza sui tipi di prestiti e sulle necessità che gli stessi soddisfano, dal momento che co

Voglio fare un po’ di chiarezza sui tipi di prestiti e sulle necessità che gli stessi soddisfano, dal momento che con il Decreto Liquidità il governo si è impegnato a garantire i prestiti secondo determinate soglie.

Ritengo utile farlo dal momento che, nel corso dell’attività, mi sono trovato a vedere spesso dei fidi concessi al posto di mutui e viceversa.

Quando chiedere un prestito?

Posto che tutti i finanziamenti fanno fronte ad un bisogno di liquidità, è necessario distinguere tra i tipi di bisogni: tra le tante distinzioni, credo che quella che aiuti di più a capire sia la seguente, ovvero un bisogno di liquidità iniziale elevato, ed un bisogno temporaneo, nel breve (brevissimo) termine e che si ripete nel corso del tempo.

Come vengono soddisfatti questi bisogni di liquidità?

Il primo bisogno di solito viene soddisfatto con un mutuo o con un finanziamento chirografario, il secondo bisogno con un affidamento in conto corrente (nelle sue varie declinazioni: elasticità di cassa, anticipo fatture, salvo buon fine).

Con un mutuo, la banca mette a disposizione una liquidità iniziale con la quale il creditore può far fronte ad un investimento. Un investimento è una scommessa: oggi siamo abituati a pensarlo solamente in termini di “investimento finanziario”, ma non è così. Prendendo a prestito una liquidità iniziale per comprare le merci quando si apre un negozio, per comprare un macchinario per aumentare la produzione, o per far fronte alle prime spese, sto “investendo” sulla mia capacità di avere in futuro flussi di cassa in entrata sufficienti a ripagare quel prestito e a garantirmi una sussistenza minima.

Con un affidamento in conto corrente, il cosiddetto fido, faccio fronte a delle esigenze di “elasticità”. Significa che probabilmente già produco flussi in entrata, ovvero reddito, per far fronte ai miei costi, ma non riesco a far fronte alla discrepanza “temporale” fra le spese e i ricavi. Cosa significa? Significa che probabilmente i miei fornitori vogliono essere pagati prima di quanto io riesca effettivamente ad incassare. Allora la banca viene in mio soccorso, mettendomi a disposizione un’elasticità di cassa, ovvero mi fa andare in rosso, nell’attesa che io incassando “ripristini” il mio conto corrente.

Quali sono le considerazioni da fare?

Fare una valutazione delle nostre necessità, e fare una stima della nostra capacità di restituire il prestito; ho usato il termine scommessa in precedenza, ma nessuno ci impedisce di valutare adeguatamente i rischi della stessa.

E soprattutto, bisogna fare la scelta adeguata: ho visto clienti che avevano ricevuto un affidamento per l’acquisto di un terreno o di una casa, e clienti che avevano ricevuto un finanziamento chirografario per far fronte a delle esigenze temporanee di cassa. Questa errata valutazione ha portato ad avere costi maggiori e spesso a non essere nemmeno in grado di restituire il prestito, non per il non essere riusciti a fare impresa, ma proprio perché la fonte che avevano utilizzato per finanziarsi non era adeguata.

In quali situazioni un imprenditore ha bisogno di un prestito?

I bisogni possono essere di vario tipo e possono manifestarsi in momenti diversi.

Ad un imprenditore può servire liquidità per acquistare dei macchinari, oppure fare un ordine importante di merce, oppure pagare gli stipendi e i fornitori; a una famiglia o, in generale, ad un privato, può servire la liquidità per comprare una casa, una macchina, oppure per un’esigenza temporanea di spesa.

Possiamo trovarci, inoltre, in un momento in cui il lavoro è stabile, per cui abbiamo flussi (di cassa) in entrata certi, o in un momento di investimento iniziale con il quale avviare un’attività.

Facciamo qualche esempio.

Un imprenditore sta avviando la sua attività.

Deve comprare macchinari, merci da lavorare o da rivendere, pagare la caparra e le prime mensilità per l’affitto, predisporre tutta l’attività.

Avrà bisogno di una disponibilità iniziale di denaro per tutte queste spese, e deve avere la tranquillità di poterla restituire nel corso degli anni, nel mentre che la sua capacità di produrre reddito aumenta (banalmente, far partire la sua attività ed iniziare a guadagnare).

Pensiamo invece ad un imprenditore che è già in una fase avviata, ma che per il tipo di attività che svolge incassa dai suoi clienti in una fase successiva rispetto a quanto deve pagare fornitori e dipendenti.

Per quanto la necessità di liquidità possa non essere elevata, si può trovare più di una volta in un momento di “stress” finanziario, non disponendo delle somme necessarie per pagare i suoi creditori, e questo non perché non sia un bravo imprenditore ma perché la sua attività è così e non può essere altrimenti.

Il bisogno da soddisfare sarà quello di poter disporre velocemente e regolarmente di determinate somme, senza doversi recare ogni volta in banca, sapendo che comunque nel giro di poco tempo (una settimana, un mese, pochi giorni) incasserà i proventi della sua attività e potrà restituire il prestito.

Avrà bisogno, insomma, che la banca gli fornisca una certa elasticità di cassa, ovvero di andare in rosso nel momento in cui il suo conto corrente è vicino allo zero.

Quali tipi di prestiti possono aiutare in questi casi? Nel primo caso, lo strumento adeguato può essere un mutuo o un finanziamento chirografario, nel secondo caso un affidamento in conto corrente, comunemente chiamato “fido”.

Come funziona un mutuo?

Cominciamo con il dire che non tutti i mutui sono uguali: alcuni hanno una ipoteca, ovvero un’immobile a garanzia che la banca rientrerà del prestito che ci ha fatto qualora non fossimo in grado di restituirlo; questi sono i cosiddetti mutui ipotecari o mutui fondiari.

Altri, invece, sono finanziamenti chirografari, ovvero non hanno una garanzia ipotecaria; possono essere prestiti personali, crediti al consumo, finanziamenti, etc.

Di solito, quando si dice mutuo, si pensa ad un finanziamento garantito da ipoteca.

Le caratteristiche tipiche sono: disponibilità immediata di tutta la somma che chiediamo a prestito; una rata, di solito fissa, composta da una parte di interessi e da una parte di capitale; un piano di ammortamento, ovvero un piano che preveda la restituzione in rate, a date precise, del prestito. Per questi due ultimi aspetti sono i mutui sono anche chiamati prestiti rateali.

Perché chiediamo un prestito rateale?

Innanzitutto, perché abbiamo bisogno di una liquidità di cui non disponiamo, per comprare o ristrutturare una casa, comprare una macchina, un macchinario per la produzione, una scorta iniziale di merci da rivendere.

Inoltre, abbiamo bisogno anche di un tempo ragionevole per restituire il prestito. Se chiedo 100.000 euro in prestito, probabilmente avrò bisogno di più di uno o due anni per restituirli; infine, voglio anche sapere quanto ogni anno dovrò esborsare per restituire quel prestito.

Sapere che il finanziamento andrà restituito in 20 anni, e che mi costerà 12 rate all’anno di un certo valore, mi permetterà in base ai miei guadagni di gestire anche le altre uscite.

Facciamo qualche altro esempio di motivi per chiedere proprio un mutuo: un professionista può averne bisogno per seguire un corso per apprendere nuovi servizi da offrire; un imprenditore può decidere di comprare un nuovo capannone o dei nuovi macchinari perché ampliare la capacità produttiva; se si trova all’inizio, può usarlo per far fronte alle prime spese che un’attività richiede per essere avviata.

Cosa sto dicendo, in sostanza? Che un finanziamento di questo tipo mi permette di comprare oggi qualcosa che mi darà reddito nel tempo e non nell’immediato.

Quando non si deve chiedere un mutuo?

Un mutuo NON si prende per far fronte a esigenze temporanee di liquidità: se so che i miei dipendenti e i miei fornitori li devo pagare il 1° del mese, ma io incasso sempre il 15, o se devo fare una piccola scorta di merci da rivendere nel giro di una decina di giorni, non chiederò un finanziamento; in questi casi chiederò un fido…. di cui parleremo nel prossimo post!

Quando devo chiedere un affidamento in conto corrente?

Partiamo dal fatto che un affidamento in conto corrente è noto anche come: fido, scoperto di conto, rosso (fare rosso).

La funzione del fido è quello di farvi usare il conto corrente anche quando la disponibilità è pari a zero: appunto, permette di andare in rosso, ovvero di andare sotto lo zero; potreste trovarvi in questo modo ad avere un conto pari a -1.000.

Che cos’è un fido?

L’esempio che ho già fatto rappresentava una situazione in cui l’imprenditore deve pagare i propri dipendenti e i propri fornitori prima di quando riuscirà ad incassare le sue fatture.

Il fido fondamentalmente allenta un momento di “stress” finanziario, rappresentato da una parte dal fatto di non aver fondi disponibili ed incassi più lontani nel tempo, dall’altra parte di avere comunque degli obblighi ai quali fare fronte.

In questi casi, la necessità dell’imprenditore non è di avere la disponibilità di liquidità iniziale elevata come per il mutuo, ma di avere una “elasticità di cassa”.

La linea di credito che viene concessa, dunque, può essere utilizzata ogni volta che sia necessario, senza specifiche autorizzazioni, purché si resti nel limite di fido, ovvero il valore massimo di scoperto garantito, oltre il quale si avranno interessi maggiori e una richiesta di rientro dalla banca.

Come si “rimborsa” il fido?

Mentre per il mutuo si hanno delle rate che rispettano un piano di ammortamento, il fido si rimborsa semplicemente “ripristinando” il conto corrente, incassando fatture e scontrini; ogni qual volta che il conto torna in positivo, non si ha a tutti gli effetti un debito. In questi casi la banca non richiederà degli interessi, ma solo una commissione trimestrale per il fatto di aver messo a disposizione quella linea di credito.

Quali altri tipi di fido esistono?

Un prestito tramite fido si può prendere, comunque, per più motivi: oltre al fido ordinario, esiste anche “l’anticipo fatture salvo buon fine” o “s.b.f.”, con il quale la banca anticipa una percentuale della fattura emessa ad un nostro cliente, nell’attesa che questo paghi secondo i termini stabiliti; meno diffuso ma comunque esistente è “l’anticipo IVA”, e riguarda quelle che imprese che incassano con tempi molto differiti ma devono lo stesso versare l’IVA alle scadenze previste. Esistono altre forme, ma le più importanti sono il fido ordinario e l’anticipo fatture.

Quando non si deve chiedere un fido?

Un fido NON va richiesto per comprare una casa, un macchinario, un quantitativo elevato di merce, per avviare un’attività.

Perché bisogna fare attenzione a quale finanziamento chiedere, e non si devono confondere i fidi e i mutui?

Intanto un fido acceso per comprare una casa vi costerà di più di un mutuo.

Perché? Per prima cosa dipende dal modo in cui vengono calcolati gli interessi sul capitale preso in prestito: per un mutuo si calcolano dividendo il tasso di interesse annuo per il numero di rate annuali (per una rata mensile si divide per 12), e si moltiplica per il debito residuo; per un fido si divide il tasso di interesse per i giorni che ci sono in un anno, e si moltiplica per il numero di giorni e per l’importo di scoperto che si è avuto (si chiamano numeri debitori). In un fido, meno giorni si sta in rosso, meno interessi si pagano. È un concetto ovvio, ma teniamolo a mente, ci tornerò tra poco.

Un altro motivo è che, banalmente, i tassi di interesse sui fidi mediamente sono più alti di quelli dei mutui, e spesso la cosa è dovuta al fatto che per i mutui c’è un’ipoteca a rendere meno rischioso, per la banca, il prestito.

Inoltre, si ingenera nel debitore un meccanismo mentale diverso: con un mutuo sappiamo che il 1° del mese la banca scalerà la rata dal nostro conto corrente. Bisogna pensare solo a fare in modo che quel giorno il conto non sia vuoto. Sappiamo che per restituire il debito ed essere in regola questo è il nostro unico compito.

Con il fido il meccanismo è diverso, perché sappiamo che finché siamo dentro la soglia massima, in teoria siamo debitori che rispettano le regole. Di conseguenza anche se siamo in scoperto di 50, con un fido di 75, sappiamo che abbiamo ancora 25 da usare. Non ci rendiamo conto che quei 50 ci stanno costando un patrimonio in termini di interessi. Quindi non restituiamo regolarmente i 50 che abbiamo usato per comprare la casa, e stiamo pagando interessi più alti per un periodo più lungo. Ricordiamo il discorso che per meno giorni si sta in rosso, meno si paga? Eccolo spiegato. Se sappiamo di aver diritto a di più di quei 50, siamo sereio sapendo che comunque quei soldi possiamo non restituirli subito.

Ovviamente è sbagliato: perché il fido serve per far fronte a momenti di stress finanziario, di conseguenza se abbiamo utilizzato buona parte della somma garantita per un motivo sbagliato, non ne disporremo quando ci servirà per davvero.

Ci sono molte aziende che spesso hanno in bilancio tra le passività degli scoperti al limite della somma affidata, e non riescono mai a rientrare. In quei casi, un piano di rientro permetterebbe di stabilizzare le uscite in termini di date e di importi, pagare verosimilmente interessi più bassi e, nel caso, tornare ad avere un’elasticità di cassa.

Viceversa, un mutuo ti permette la disponibilità di una somma fissa, ma concretamente la puoi usare “una volta sola”; se sai che ti serve regolarmente la disponibilità di 100 al mese, perché ti rientrano nei giorni successivi, è meglio avere uno strumento “a fisarmonica” piuttosto che uno che ti offre tutto subito, ma che ha comunque scadenze regolari e che in alcuni casi non incontrano la tua disponibilità di conto corrente per pagare la rata.

In conclusione

  • Prima di tutto dobbiamo capire che bisogno abbiamo, del motivo per cui chiediamo la liquidità.
    Dobbiamo capire se ci serve una liquidità iniziale importante, o se ci servirà piuttosto un’elasticità di cassa in momenti successivi.
    Una volta compreso il bisogno, dobbiamo avere capito come funzionano i mutui ed i fidi:
  • Prestiti con rientro rateale a scadenze fisse
  • Scoperto di conto che si restituisce nel momento in cui abbiamo un’entrata e il conto è ripristinato
  • Dobbiamo avere chiaro in mente che se ci serve un fido, un mutuo è inutile, e se ci serve un mutuo, il fido è molto più costoso.
  • In entrambi i casi, dobbiamo avere una struttura di ricavi chiara, ovvero quando e in che modalità avremo delle entrate sul nostro conto corrente.

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